Quali reati rientrano in quest’ambito?
I delitti contro il patrimonio sono previsti dagli articoli 624 e seguenti del codice penale: furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione, usura, danneggiamento. A questi si aggiungono i reati contro la fede pubblica, come le falsità in atti e documenti, e i reati informatici: accesso abusivo a un sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona online.
Perché quest’ambito è centrale nella tua attività?
Nel volume I reati. Delitti e contravvenzioni (Edizioni Admaiora, 2024) ho curato la sezione sui delitti contro il patrimonio, dagli articoli 624 a 639-bis del codice penale. Lo studio sistematico di queste norme è la base del lavoro difensivo in questi procedimenti.
Che cosa è cambiato con la riforma Cartabia?
Diversi reati contro il patrimonio sono diventati procedibili a querela, ad esempio molte ipotesi di furto aggravato. In questi casi la remissione della querela o le condotte riparatorie, come il risarcimento del danno, possono incidere sull’esito del procedimento. È uno dei primi aspetti da verificare.
Truffe online e reati informatici: come si lavora?
Le prove sono quasi sempre digitali: transazioni, conversazioni, indirizzi IP, account. La difesa verifica come sono state acquisite e conservate e, quando serve, si avvale di un consulente informatico. Chi ha subito una truffa online deve conservare ogni traccia e presentare querela, di regola entro tre mesi da quando ha avuto notizia del fatto.
Avv. Cristina Di Pinto
Le informazioni hanno carattere generale. Ogni procedimento va valutato sugli atti.