Che cos’è l’avviso di garanzia?
È l’atto con cui il pubblico ministero informa una persona che è indagata. Viene inviato quando il pubblico ministero deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere. Indica le norme che si ritengono violate, la data e il luogo del fatto e, dopo la riforma del 2024, una descrizione sommaria del fatto. Contiene anche l’invito a nominare un difensore di fiducia.
Significa che sono colpevole?
No. L’avviso di garanzia è uno strumento di tutela: serve a permetterti di difenderti fin dalla fase delle indagini. Nel nostro ordinamento la persona indagata è presunta non colpevole fino alla condanna definitiva. Molte indagini si concludono con un’archiviazione.
Cosa devo fare subito?
Conserva la busta e ogni foglio ricevuto: servono a ricostruire tempi e modi della notifica.
- Nomina un difensore di fiducia. Se non lo fai, ti viene assegnato un difensore d’ufficio.
- Non rilasciare dichiarazioni alla polizia giudiziaria o al pubblico ministero prima di aver parlato con l’avvocato. Se vieni interrogato hai la facoltà di non rispondere.
- Non contattare le persone coinvolte nei fatti e non pubblicare nulla sui social.
- Conserva l’atto e ogni documento che può essere utile a ricostruire i fatti.
Cosa può fare la difesa durante le indagini?
Il difensore può assistere agli atti previsti dalla legge, chiedere copia degli atti quando è consentito e svolgere indagini difensive: raccogliere dichiarazioni di persone informate, acquisire documenti, affidare consulenze tecniche. Lavorare bene in questa fase può incidere sull’esito del procedimento, anche prima di un eventuale processo.
Cosa succede dopo?
Al termine delle indagini il pubblico ministero può chiedere l’archiviazione oppure esercitare l’azione penale. In questo secondo caso, di regola, riceverai prima un avviso di conclusione delle indagini, che apre un termine di venti giorni per difendersi.