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Voglio presentare una querela o una denuncia

In breve

La denuncia segnala un reato perseguibile d’ufficio. La querela è la richiesta della persona offesa di procedere per i reati che lo prevedono. La querela va presentata, di regola, entro tre mesi dal giorno in cui si è saputo del fatto. Per alcuni reati il termine è più lungo.

Termine Querela di regola entro 3 mesi (6 per atti persecutori, 12 per violenza sessuale).

Si sente dire

«Querela e denuncia sono la stessa cosa.»

Per alcuni reati serve la querela della persona offesa, e va presentata entro un termine: di regola tre mesi.

Qual è la differenza tra querela e denuncia?

La denuncia riguarda i reati che lo Stato persegue d’ufficio e può essere presentata da chiunque ne abbia notizia. La querela è necessaria per i reati perseguibili a querela: senza di essa il procedimento non può iniziare. Con la riforma Cartabia questi reati sono aumentati, quindi è importante verificare il regime del singolo fatto.

Entro quando va presentata la querela?

Segna la data in cui hai saputo del fatto: il termine si conta da quel giorno.

Di regola entro tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto. Il termine è di sei mesi per gli atti persecutori (stalking) e di dodici mesi per la violenza sessuale. Superato il termine, la querela non è più efficace.

Quali diritti ha la persona offesa?

  • Nominare un difensore che la assista nel procedimento.
  • Chiedere di essere informata in caso di richiesta di archiviazione e, se ne ricorrono i presupposti, opporsi.
  • Costituirsi parte civile nel processo per chiedere il risarcimento del danno.

Cosa cambia con il Codice rosso?

Per i reati di violenza domestica e di genere, come i maltrattamenti in famiglia e gli atti persecutori, la legge prevede tempi più rapidi. Il pubblico ministero deve, di regola, sentire la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. Sono previste anche misure di protezione.

Perché farsi assistere da un avvocato?

Una querela ben scritta ricostruisce i fatti in modo ordinato, indica le prove disponibili e chiede espressamente di essere informati sugli sviluppi del procedimento. Se invece hai ricevuto notizia di una querela contro di te, la tua situazione è quella dell’avviso di garanzia.

Cosa portare al primo colloquio

Spunta i documenti man mano che li trovi.

Nel primo colloquio leggiamo insieme gli atti, ricostruiamo i fatti e verifichiamo i termini aperti. Ti spiego cosa può succedere e quali scelte sono possibili.

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Aggiornato il · Avv. Cristina Di Pinto

Queste informazioni hanno carattere generale e seguono le norme in vigore alla data di aggiornamento. Ogni caso va valutato sugli atti: i termini indicati decorrono dalla notifica o dall’esecuzione dell’atto.

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Porta con te gli atti che hai ricevuto: partiamo da lì per capire la situazione e i prossimi passi.