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Ho ricevuto un ordine di esecuzione

In breve

Quando una condanna diventa definitiva, il pubblico ministero emette l’ordine di esecuzione. Se la pena da scontare rientra nei limiti di legge, di regola fino a quattro anni, l’esecuzione viene sospesa. Da quel momento hai trenta giorni per chiedere al Tribunale di sorveglianza una misura alternativa al carcere.

Termine 30 giorni dalla notifica dell’ordine sospeso.

Si sente dire

«Con l’ordine di esecuzione si entra subito in carcere.»

Se la pena non supera i quattro anni, di regola l’esecuzione è sospesa: ci sono trenta giorni per chiedere una misura alternativa.

Che cos’è l’ordine di esecuzione?

È l’atto con cui il pubblico ministero dà esecuzione a una sentenza di condanna diventata irrevocabile. Se la pena detentiva, anche residua, non supera i limiti previsti dalla legge, l’ordine viene sospeso e notificato insieme a un avviso. I limiti sono di regola quattro anni e sei in alcuni casi legati alla tossicodipendenza; per alcuni reati la sospensione è esclusa.

Cosa posso chiedere nei trenta giorni?

Puoi presentare istanza al Tribunale di sorveglianza per ottenere una misura alternativa alla detenzione:

  • affidamento in prova al servizio sociale;
  • detenzione domiciliare;
  • semilibertà.

Se l’istanza non viene presentata nei termini, la sospensione cessa e la pena viene eseguita.

Come si prepara l’istanza?

Raccogli contratti di lavoro, certificato di residenza e attestati dei percorsi seguiti.

Il tribunale valuta la persona, non solo il reato. Contano il lavoro, la famiglia, la residenza, i percorsi di cura o di volontariato e il comportamento dopo il fatto. Raccogliere bene questa documentazione è parte essenziale della difesa.

Cos’altro riguarda l’esecuzione penale?

L’esecuzione comprende anche il calcolo e il cumulo delle pene, la liberazione anticipata, gli incidenti di esecuzione e la riabilitazione. Sono temi che seguo nell’ambito dell’esecuzione penale.

Cosa portare al primo colloquio

Spunta i documenti man mano che li trovi.

Nel primo colloquio leggiamo insieme gli atti, ricostruiamo i fatti e verifichiamo i termini aperti. Ti spiego cosa può succedere e quali scelte sono possibili.

Richiedi un primo colloquio

Aggiornato il · Avv. Cristina Di Pinto

Queste informazioni hanno carattere generale e seguono le norme in vigore alla data di aggiornamento. Ogni caso va valutato sugli atti: i termini indicati decorrono dalla notifica o dall’esecuzione dell’atto.

Parliamone in un primo colloquio.

Porta con te gli atti che hai ricevuto: partiamo da lì per capire la situazione e i prossimi passi.