Che cos’è il decreto penale di condanna?
È un provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, applica una pena pecuniaria, anche in sostituzione di una pena detentiva. Non c’è un’udienza: per questo la legge ti dà la possibilità di opporti.
Quali sono le possibilità entro quindici giorni?
Conserva il decreto con la relata di notifica: i quindici giorni partono da quella data.
- Fare opposizione. Il decreto viene revocato e si apre un giudizio. Con l’opposizione puoi chiedere il giudizio immediato, il giudizio abbreviato, l’applicazione della pena su richiesta (patteggiamento) o la sospensione del procedimento con messa alla prova, se ne ricorrono le condizioni.
- Pagare in misura ridotta. Pagando entro quindici giorni e rinunciando all’opposizione, la pena pecuniaria è ridotta di un quinto. È una novità introdotta dalla riforma Cartabia.
- Non fare nulla. Il decreto diventa esecutivo e la somma andrà pagata per intero.
Opposizione o pagamento: come scegliere?
Dipende dal fatto contestato, dalle prove e dalla tua storia personale. Con l’opposizione il giudizio può concludersi con un’assoluzione, ma anche con una pena diversa da quella del decreto. La scelta va fatta dopo aver esaminato gli atti, senza lasciar scadere il termine.
Quali effetti ha il decreto se non ci si oppone?
Il decreto non comporta il pagamento delle spese del procedimento né pene accessorie. Il reato si estingue se la pena pecuniaria è stata pagata e se, nei cinque anni successivi per i delitti o nei due anni per le contravvenzioni, non si commette un reato della stessa indole. Il decreto resta però iscritto nel casellario giudiziale.